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Intercettare e spiare un cellulare senza averne accesso

[007/365] - StormTrooperPhone II
Creative Commons License photo credit: SimonDoggett

Ci scrive un’utente ponendoci la seguente domanda:

ciao..ho il problema di molte donne…trovare il modo per leggere gli sms
inviati e ricevuti dal fidnzato e magari anche le foto..cerco un metodo che non
implichi il possesso del telefono anche se momentaneo perche` e` davvero
impossibile e nel caso farei prima a guardarlo..non posso nemmeno
fare richiesta del traffico chiamate all operatore perche arriverebbe un sms sul
telefono…grazie mille.

La nostra utente ha imparato bene ed e` pure sveglia perche` ha esaminato tutte le casistiche, con e senza possesso del cellulare.

Come abbiamo gia` detto, queste cose oltre ad essere illegali perche` fatte senza consenso dell’interessato, sono anche estremamente difficili.

Senza avere accesso al telefono cellulare solo il suo operatore mobile puo` intercettare il suo traffico, e questo a norma di legge lo fa solo sotto esplicita ed autorizzata richiesta dell’autorita` giudiziaria.

A titolo informativo, esistono varie ricerche che dimostrano come il GSM sia intercettabile ma queste prevedono il possesso di costose apparecchiature e di conoscenze tecniche fuori dalla norma anche di un esperto.

L’ultima ipotesi, giusto per non tralasciare nulla e fornire un panorama completo, e` quella di un attacco da remoto sfruttando una vulnerabilita` del cellulare (e qui bisognerebbe sapere il suo modello e versione di software) esattamente come fanno i virus e il malware, ma pure questa e` una sfumatura che richiede grandi competenze tecniche.

Vi ricordo che per tutte le domande esiste il nostro forum in cui otterrete una risposta piu` rapida e sicuamente piu` completa visto che si puo` instaurare una discussione tra utente, rispetto al contatto tradizionale.

Cosa è un jammer radio

Can you hear me n...
Creative Commons License photo credit: RobotSkirts

Il radar jamming (dall’inglese jam=pasticcio, confusione) è, insieme all’inganno radar ed ad altre, una delle tecniche di guerra elettronica del tipo EA “electronic attack” attivo. La vecchia denominazione dell’EA era ECM (electronic counter measure) contromisure elettroniche.
Consiste nella emissione intenzionale di segnali radio che interferiscono con il funzionamento dei radar saturando il ricevitore con del rumore o fornendo false informazioni agli operatori.
Bersagli del jamming possono essere i radar di scoperta, con lo scopo di non far rilevare agli operatori la presenza di unità in fase di attacco, oppure le testate dei missili a ricerca radar, con lo scopo di deviare dal vero obiettivo l’arma in arrivo.
Esistono due tipi di radar jamming:

– meccanico

– elettronico

Il jamming elettronico è una forma di guerra elettronica nella quale una sorgente di disturbo il “jammer” irradia segnali molto forti e concentrati per alterare il funzionamento dei ricevitori dei radar avversari o per confondere i radar di ricerca utilizzati da missili e artiglieria. Le due tecniche principali sono le tecniche di rumore e le tecniche ripetitrici.

Il jamming di punto o spot jamming si ha quando un disturbatore (jammer) focalizza tutta la sua potenza su una singola frequenza. Questa tecnica è in grado di degradare le capacità di detezione di radar di semplice concezione, ma risulta poco efficace nel caso di radar più sofisticati che utilizzano tecniche dette di “agilità di frequenza”. Per disturbare questo tipo di radar in grado di cambiare con rapidità la frequenza di trasmissione, sarebbe necessario utilizzare più jammer contemporaneamente, probabilmente non riuscendo nell’intento.

Il jamming di spazzata o sweep jamming si ha quando la trasmissione a piena potenza del disturbatore viene fatta variare in frequenza in un intervallo assegnato. In questo modo, si ha il vantaggio di disturbare molte frequenze in successione, ma di contro il disturbo non avviene contemporaneamente su tutte le frequenze e ciò limita l’efficacia di questo tipo di jamming. Malgrado la limitazione, questa tecnica è in grado di rendere una vasta gamma di sensori radar inservibili.

Il jamming a raffica o barrage jamming è una tecnica più completa adottata da jammer in grado di trasmettere su più frequenze contemporaneamente. Il vantaggio è quello di poter disturbare più frequenze simultaneamente, ma la contropartita è un effetto di disturbo più limitato, perché richiede al disturbatore di disperdere la sua potenza in uno spettro elettromagnetico più esteso. Di conseguenza, più frequenze vengono trasmesse, minore efficacia si ha su ognuna.

Il “base jamming” è un tipo di barrage jamming nel quale viene studiata la modalità di emissione di un singolo radar e ne vengono disturbate le specifiche frequenze. Tutti gli altri radar dello scenario continuano a funzionare regolarmente.

Il DRFM dalla sigla Digital Radio Frequency Memory (memorizzazione digitale della frequenza radio) è la tecnica più sofisticata che consiste nella registrazione del segnale radar ricevuto e ritrasmissione di un’eco manipolato. Il segnale ricevuto viene registrato, modificato e ritrasmesso in modo da cambiare il significato di ciò che il radar riceve. Con questa tecnica si possono ingannare i radar in modo specifico, perché si possono cambiare la distanza, la velocità o l’azimuth della traccia rilevata, rispettivamente modificando il tempo di ritorno, lo spostamento doppler o utilizzando tecniche di modulazione di ampiezza per entrare nei lobi secondari del radar vittima.

Sebbene non causate da nemici, le interferenze possono creare grosse limitazioni agli operatori radar. Si hanno interferenze quando due radar relativamente vicini operano sulla stessa frequenza. La distanza critica è funzione della potenza. Questa situazione causa il fenomeno dei “conigli che corrono” – “running rabbits” in inglese – un fenomeno che si presenta sugli schermi radar e che può seriamente sporcare uno schermo radar riempiendolo di falsi bersagli. Le interferenze non sono comuni nei radar di terra, poiché non sono di solito schierati vicini. Il fenomeno è molto più possibile nel caso dei radar aerotrasportati o imbarcati su navi, specialmente durante attività di velivoli o navi appartenenti a due nazionalità diverse. Questo tipo di interferenze viene solitamente eliminato agendo sui parametri di trasmissione. Un altro tipo di interferenza è quello che avviene tra diversi apparati trasmittenti posti su di una stessa piattaforma. Un caso è quello in cui i transponder vanno a interferire con il radar di ricerca. Questa interferenza viene eliminata coordinando trasmissione e ricezione tra i vari apparati, cioè interrompendo la ricezione radar per la durata della trasmissione del transponder (in inglese “blanking“). Se non effettuata la armonizzazione, invece di tracce luminose “running rabbit” in giro per il display, si avranno zone nere di perdite di segnale. Poiché il radar che effettua l’interrogazione alla quale risponde il transponder non è sincronizzato con il radar di ricerca, cioè ha differente PRF (pulse repetition frequency), queste zone nere appaiono in modo casuale sul display e l’operatore può vedere attraverso e intorno ad esse. La armonizzazione tra i sistemi trasmittenti di bordo rimane comunque un punto cruciale. Il radar disturbatore potrebbe essere imbarcato su un aereo appartenente alla stessa formazione, in questo caso, la armonizzazione tra le frequenze e le regolazioni della sensibilità dei ricevitori assumono un aspetto più complesso, ma fondamentale nei moderni scenari del conflitto elettromagnetico.

(Fonte: Wikipedia)

Intercettazione in tempo reale di una chiamata cellulare GSM

telecommunication
Creative Commons License photo credit: iboy_daniel

Intercettare una chiamata cellulare, che utilizza lo standard GSM, e` un’operazione molto complessa. Le forze dell’ordine hanno la collaborazione delle societa` telefoniche, ma farlo senza tale aiuto e` un’impresa ardua.

Vi mostro in un video, un ‘apparato tutt’altro uso comune, per l’intercettazione di chiamate GSM e la loro decodifica in tempo reale. Un apparecchio destinato veramente a pochi.

Quando dice di non usare il secondo cellulare ma la batteria tradisce

Flying Bomb!
Creative Commons License photo credit: farnea

Il vostro lui o la vostra lei ha un vecchio cellulare, che tiene da qualche parte, come nel cassetto, e dice di non usare mai?

Un metodo molto ma molto banale che permette di scoprire se questo viene utilizzato senza dover accedere ai dati contenuti nel cellulare e` semplicemente accenderlo! Se questo si accende e notate che la batteria e` carica o quasi, significa che viene usato spesso.

Perche` dovete sapere che la batteria del cellulare, come tutte le batterie, se vengono lasciate ferme e non utilizzate a lungo andare si scaricano da sole, quindi se il cellulare non viene utilizzato, e come dice riposa in un cassetto da anni o mesi, dovreste trovare la batteria quasi scarica.

Cosa fare e come bloccare in caso di cellulare rubato o perso

L.A. Bank Robbery
Creative Commons License photo credit: colin.brown

Una cosa fastidiosa e che non si augura a nessuno, ma può capitare di perdere il proprio cellulare, per via di un furto o anche di una banale distrazione.

Persa ogni speranza di ritrovamento, almenochè non abbiate preso le precauzioni già descritte in altri articoli, il primo passo che si consiglia per evitare che vi siano conseguenze sgradevoli qualora il telefono finisse in mani sbagliate, ad esempio mani criminali, è quello di bloccare la scheda SIM, togliendo la possibilità a chiunque di accedere ai dati in essa contenuta e di fare chiamate.

Dovete sapere che ogni cellulare è identificabile con una sigla, che prende il nome di codice IMEI, visualizzabile digitando sulla tastiera *#6#. Qualora questo numero non sia memorizzato, non è un problema  rintracciarlo per l’operatore telefonico, che potrà risalendo alle chiamate effettuate dal cellulare perso o rubato.

Quindi, vediamo cosa fare:

– Individuare il codice cosiddetto IMEI. Questo codice si trova sul lato della scatola del cellulare. Senza questo dato dovrete interpellare il vostro gestore telefonico per scoprirlo, cosa spesso lunga e complicata.

– Tutti gli operatori forniscono all’interno del proprio sito la documentazione necessaria da utilizzare in caso di furto. Iindividuare i moduli dedicati, scaricarli e compilarli come richiesto. A questo punto recarsi nel commissariato di Pubblica Sicurezza più vicino.

– Nel commissariato verrà sporta denuncia, questa verrà mandatat via fax con il modulo per il furto, debitamente compilato, al numero indicato dal vostro operatore. Nel documento non dimenticare di inserire il codice IMEI. Ora il telefonino rubato verrà bloccato.